A fronte dei drammatici incidenti stradali che purtroppo occupano le pagine della cronaca italiana, che vedono coinvolti anche mezzi come i monopattini , invitiamo le istituzioni a prendere in considerzione con particolare attenzione il nostro comunicato stampa già datato 5 maggio 2020.

Ci rferiamo ad esempio all’incidente accaduto  ad un utilizzatore di monopattino nella zona di Bologna investito e ucciso. 

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione A.I.V.I.S. – Associazione Italiana Vittime e Infortuni della Strada – Onlus, a fronte dei progetti che vorrebbero aumentare la mobilità attraverso l’uso delle bici e/o monopattini nelle strade cittadine italiane, per una mobilità sostenibile, sottolinea alcuni aspetti fondamentali di riflessione riguardo la sicurezza stradale , la tutela della vita e della  salute pubblica.

La mobilità in bicicletta e/o monopattini richiede anch’essa regole di circolazione chiare e distinte,  a tutela  di tutti . In particolare a tutela di chi utilizza biciclette e monopattini particolarmente  esposti ad incidenti gravi e  gravissimi.

Si richiede che  lo sviluppo di una mobilità sostenibile sia  accompagnato  da una educazione stradale e legislativa  per  chi guida i veicoli a motore nei riguardi dei veicoli non a motore. E viceversa.

Sia le biciclette che i monopattini sono dei mezzi di trasporto che possono subire , ma anche  procurare danni agli altri  utenti della strada, in particolare ai pedoni, danni spesso gravi e/o gravissimi.

Possono essere vittime loro stessi  e/o procurare incidenti che coinvolgono veicoli a motore.

Possono incorrere  anche in incidenti tra veicoli simili. Spesso gravosi.

Questo è importante sottolinearlo e non sottovalutarlo, poichè l’incidente stradale,  anche quello prodotto e soprattutto quello  subito da chi utilizza una mobilità alternativa,  apre uno scenario drammatico , complesso e traumatico, sia da un punto di vista esistenziale che psicologico.  Gli incidenti  subiti da chi è in bicicletta o monopattino , sono statisticamente gravi o mortali .

Partimao da un dato  legislativo .

Chi si muove in bicicletta e/o monopattino in Italia non ha obbligo di assicurazione. E dunque  non è tutelato e non tutela.

Se una bicicletta o un monopattino producono  un incidente e/o un danno ad una persona o ad un  veicolo a motore ( ad esempio ad auto che per evitare biciclette o moopattini  che si immettono sulla strada sterzano improvvisamente e vanno ad incidentarsi ) , se producono danni  ad un’altra bicicletta o monopattino ,  la vittima non avrà nessuna assicurazione alla quale rivolgersi per essere risarcito.

Anche  nel caso che  un ciclista  o un utilizzatore di monopattino  che incorrano  in un incidente prodotto da un pedone e/o da un’ altra bicicletta nessuno  è tutelato. E spesso anche in questo caso i danni subiti dai ciclisti  o dagli utilizzatori di monopattino sono purtroppo gravi se non gravissimi.

Se la persona che ha prodotto il danno in bicicletta o monopattino scappa, nessun fondo delle vittime della strada risarcirà il danneggiato, in quanto chi ha prodotto l’incidente, la bicicletta o il monopattino, non sono veicoli a motore e pertanto non rientranti nei casi espressamente disciplinati e previsti dalla legge per poter ottenere un risarcimento .

Ciò vale anche nel caso in cui siano due biciclette a  giungere  in collisione. Anche in questo caso i danni possono essere gravi.

Ricordiamo che in tutti i casi,  per le vittime della strada , il risarcimento è utile per curarsi e/o riparare il proprio veicolo, il quale  spesso , non va dimenticato,  è anche un mezzo di lavoro.

Oltre all’assenza di un’assicurazione tutelativa per loro stessi e per gli altri utenti della strada, chi si muove oggi in bicicletta o monopattino viaggia spesso senza adeguati strumenti di protezione personale attiva e passiva,  sono poco visibili in particolare la sera e la notte , soprattutto  a causa di una illuminazione assente o poco  utile .

Non vi è infatti nessuna vera attenzione alla mobltà altrenativa che necessita ad esempio di una illuminazione maggiore per viaggiare in sicurezza . In molti casi di incidenti gravissimi o mortali subiti dagli utenti deboli della strada , ciclisti, pedoni, utilizzatori di monopattino,  l’illuminazione assente è stato un fattore determinante.

Manca una legislazione chiara e distinta per la circolazione dei veicoli non a motore ,  per la loro tutela.

 Manca una cultura  che  consenta a  tutti gli utenti della strada  di avere garantito  il diritto al movimento  all’interno di una corrnice di una mobilità sostenibile  e di una vera attenzione alla vita . Non c’è in italia una cultura a favore della mobilità altrenativa. Ma neppure una cultura di rispetto delle regole ,  anche per chi utilizzi i mezzi alternativi.

L’Associazione A.I.V.I.S. riceve molte  telefonate o email da parte di cittadini anziani, non vedenti o in carrozzina  che  lamentano  un traffico  disodinato ,  semafori  non adeguati, strade dissestate , parcheggi di automobili  selvaggi che spesso impediscono il passaggio. Ma anche lamentele per  lo sfrecciare  di biciclette o monopattini sui marciapiedi, e per le biciclette spesso a noleggio lasciate parcheggiate sui marciapiedi senza nessuna attenzione per l’intralcio che producono. In particolare a persone povedenti , a carrozzine e ad anziani.

L’Associaizone AIVIS   riceve anche lamentele e denunce   di  tantissimi  ciclisti che lamentano   poco rispetto da parte degli altri utenti della strada ( veicoli a motore , ma anche pedoni) nei loro riguardi,  spesso  causa di incidenti gravi e gravissimi

I veicoli a motore sono guidati  troppo spesso  senza nessuna accortezza  verso le biciclette e i monopattini , oltre che nei riguardi degli stessi pedoni , veicoli a motore , veicoli a motore che divengono strumenti di morte o di gravisimi incidenti , lanciati sulla strada come proiettili , letali per i veicoli non a motore e i pedoni.

Chi utilizza una mobilità sostenibile ( bicicletta, monopattino )  lamenta  anche strade dissestate , assenza di illuminazione,  assenza di piste ciclabili, fattori gravissimi che possono produrre incidenti.

Mancano modelli comportamentali incentrati sul rispetto delle regole  e della cooperazione tra gli utenti della strada.  Di rispetto per le fasce più deboli, tra i quali   sono   compresi anche i  ciclisti e gli  utilizzatori di monopattini.

L’Associazione A.I.V.I.S. chiede che lo sviluppo della mobilità in bicicletta e in monopattino , importantissima , tenga conto, prima della sua attuazione, di tutte queste fondamentali problematiche legate alla sicurezza stradale, alla tutela della salute pubblica e della vita   e di  una mobilità veramente sostenibile.

Gli utenti deboli della strada , pedoni, disabili, ciclisti, utilizzatori di monopattino, debbono essere sempre garantiti .

Milano, lì 5 maggio 2020